lunedì 4 ottobre 2021

Estrarre aroma da matrice vegetale (by Hakeretto)



Estrarre l’aroma da una matrice vegetale è un’operazione che può essere svolta con numerosi metodi che, però, ottengono risultati molto diversi fra loro.

Nel corso del tempo numerosi studiosi hanno affrontato il tema e hanno studiato le conseguenze dell’applicazione dei vari metodi estrattivi valutando i pregi e i difetti che riscontravano durante i loro studi addivenendo a conclusioni facilmente fruibili attraverso la lettura dei loro resoconti.

Nel nostro piccolo e selettivo mondo dello svapo l’interesse è legato alla possibilità di acquisire una matrice vegetale idonea all’estrazione di un aroma miscelabile in PG e VG per ottenere un liquido utilizzabile nei nostri vaporizzatori personali. La ricerca è mirata quindi all’ottenimento di un aroma di origine organica con caratteristiche tali da renderlo fruibile ai consumatori mantenendo, nel limite del possibile, caratteristiche di sapore e gusto più fedeli possibili.

I produttori di aromi commerciali utilizzano tecniche industriali e sofisticati laboratori contenenti attrezzature che non sono alla portata di un comune utilizzatore oltre mettere in atto procedure igieniche rigorose per impedire la contaminazione del prodotto finito. Risulta pertanto altrettanto ovvio che nessuno di noi, a patto di dedicare una stanza della propria abitazione, è in grado di ottenere aromi estratti da matrici vegetali tali da eguagliare il prodotto industriale. In particolare, l’impegno economico e la quantità di aromi prodotti non rendono possibile affrontare l’argomento con sufficienza e superficialità. 

In realtà alcuni metodi di estrazione possono essere utilizzati anche da comuni mortali con attrezzature alla portata di tutti a patto di accettare i pregi e/o difetti della tecnica che utilizzeremo.

Il “Guru” o “Vate” incontrastato dell’estrazione di matrici vegetali adatte allo svapo in ambito amatoriale è senza alcun dubbio Andrea Pastore, meglio conosciuto nell’ambiente con il suo acronimo di Alkemikosvapo, il quale sostiene e promulga i principi basilari ma irrinunciabili dei comportamenti da mettere in atto per coloro che vogliono intraprendere un percorso di estrazione casalinga. Più volte ha dichiarato che è bene che se ne parli onde evitare spiacevoli errori da parte di aspiranti chimici sprovveduti e improvvisati, frequentatori di social poco avvezzi all’informazione scientifica e dotati di poca propensione allo studio. Ha scritto e diffuso attraverso il suo blog alcune pubblicazioni dove illustra i tre metodi che ritiene idonei alle attività casalinghe oltre a rimarcare, in modalità decisa, la necessità di operare nella massima sicurezza in campo di igiene.

La pratica di questi metodi non porta necessariamente ad ottenere aromi di ottima qualità e neanche a un sistema di risparmio economico. Infatti, il piccolo investimento iniziale per l’acquisto dei materiali di consumo necessari e obbligatori di solito porta l’appassionato a desiderare di avere attrezzi dedicati, di norma si acquistano attrezzature da laboratorio, favorendo lo studio delle tecniche e la creazione di un nuovo hobby anche molto costoso. Chi effettua estrazioni casalinghe ne può fare uso privato e personale, a suo rischio e pericolo, e non è legale vendere o distribuire questi prodotti a terzi.
Chi affronta questi argomenti con l’unico scopo di risparmiare è il momento che desista e si rassegni ad acquistare aromi commerciali.

Ma allora sorge la domanda: perché dedicare tempo e denaro ad una attività che non ha risultati sicuramente ottimali? Ognuno di voi trovi la sua risposta, per me è stata l’occasione per studiare, scoprire nuovi argomenti, sviluppare le capacità del “piccolo chimico” che alberga in me. 

I metodi descritti nei libri di Alkemikosvapo hanno tempi di realizzazione e risultati diversi, per ovvie ragioni, ma la vera differenza è l’estrema cura ed attenzione che deve essere posta nella filtrazione dell’estratto.

Di questi metodi, dopo averli sperimentati, reputo che il più efficace sia quello della sonificazione, metodo descritto nel terzo libro di Andrea. In realtà dovremmo definirlo un metodo di omogeneizzazione ad ultrasuoni, come viene esposto nei vari testi scientifici.

La costruzione dell’apparecchio chiamato Alkemikator, si tratta di un sonificatore più efficace della lavatrice ad ultrasuoni, permette di estrarre per omogeneizzazione aroma da materiale organico come frutta e piante direttamente in solvente (nel nostro caso Glicole Propilenico).
E’ ottimo per fare il limoncello, ndr.
La trasmissione degli ultrasuoni avviene attraverso le pareti di acciaio di un contenitore che non riesce a sprigionare tutta l’energia  prodotta dall’apparecchio. Si rende quindi necessario l’utilizzo della macchina per un lasso di tempo che pone il problema della temperatura e della dotazione di un sistema di raffreddamento del soluto durante le operazioni.

Chi frequenta o ha avuto modo di entrare in un laboratorio chimico avrà certamente notato la presenza di molti macchinari ma in particolare ci sono due macchine che dovrebbero essere di nostro interesse. La prima è un omogeneizzatore ad ultrasuoni e l’altra è un omogeneizzatore a lama rotante. Entrambi hanno l’aspetto esteriore di un trapano a colonna stilizzato, l’utilizzo ha la stessa modalità, il funzionamento è diverso per ovvi motivi. Ambedue sono attrezzature che ci permetterebbero di estrarre aromi dalle materie vegetali con estrema efficacia e tempi ridotti e sarebbero perfetti per i nostri scopi. Hanno solo una pecca: costano molto!

Il concetto di omogeneizzazione è ormai entrato in molte attività del nostro vivere quotidiano: un esempio su tutti è presente in un articolo - del quale vi segnalo il link https://www.giovanniceccarelli.com/tecniche/sonicatore-gli-ultrasuoni-al-bar/  - nel quale si descrive l’utilizzo di strumenti idonei all’omogeneizzazione degli alimenti.

Nel nostro piccolo mondo dello svapo, l’omogeneizzazione dei liquidi viene spesso definita con epiteti non sempre corretti: questo liquido ha bisogno di 7 giorni di steeping,. devi farlo maturare 3 mesi… ad esempio.

La verità è che i liquidi che utilizziamo hanno densità molecolare diverse e quindi, per essere utilizzati correttamente, devono omogeneizzarsi. 

E a questo punto, dopo aver detto tutto questo, possiamo capire un po’ meglio quanto sto per enunciare. (mi piace introdurre qualche termine forbito…)

Alcuni utenti e appassionati del nostro mondo hanno realizzato un omogeneizzatore portatile, chiamato H&V, con lo scopo originario di preparare i nostri liquidi in un lasso di tempo brevissimo ma così efficiente da permettere l’estrazione meccanica dell’aroma dalle fibre vegetali. 

Il grande vantaggio è che non disperde energia in quanto funziona per immersione diretta nel liquido, evita l’innalzamento della temperatura del composto perché necessita di pochi minuti, riduce i tempi di sanificazione degli oggetti e dello spazio da sanificare ottimizzando quindi i tempi e gli spazi necessari per il processo di estrazione.  

In pratica, con l’apparecchio in questione è possibile effettuare l’omogeneizzazione dell’infuso di fibra vegetale ed ottenere un composto da filtrare.  Passeremo quindi alla fase di filtrazione, obbligatoria e non attualmente migliorabile a casa, e alla fine del processo avremo il nostro aroma. Potremo quindi passare direttamente ad omogeneizzare l’aroma prodotto nella base scelta e ottenere il liquido pronto da svapare. Dalla “foglia al tank”, mi verrebbe da dire.

Capite bene che H&V è una piccola rivoluzione nel nostro piccolo mondo, un all-in-one utilissimo a chi, come me, ha interesse a ottenere il risultato migliore possibile con apparecchiature gestibili in un laboratorio domestico.
E’ altresì evidente che non è un apparecchio per i neofiti, né per i laureati all’università dei social media. 

Il progetto, su desiderio dei realizzatori, è open source, reperibile nei canali da loro scelti, fruibile da tutti coloro che vorranno realizzarlo. 

Il riconoscimento dei meriti e la gratitudine invece vanno declamati e quindi un enorme grazie a Fabiano e Frank per la loro dedizione, capacità e generosità nel condividere con tutta la comunità dei vapers questo progetto. 

Ho partecipato al progetto anch’io, coinvolto al momento che si è percepita la possibilità di effettuare estrazioni di materia vegetale. I test svolti e le comparazioni dei risultati con gli altri metodi “classici” hanno confermato la possibilità di utilizzo e l’ottimo risultato dei campioni ottenuti.

In particolare abbiamo effettuato diverse estrazioni con materie vegetali della stessa matrice con alkemikator e H&V e il risultato più evidente è l’abbattimento drastico dei tempi di realizzazione necessari ad ottenere lo stesso risultato.

Provate ad immaginare il procedimento necessario per estrarre 16gr di tabacco in 80ml di PG.

Con l’alkemikator è necessario disporre di:

  • Alkemicator

  • Termometro per alimenti

  • Sistema di raffreddamento

  • Tempo medio di estrazione: da 45 a 60 minuti

Quando sistemo tutta l’attrezzatura necessaria lo spazio fisico della mia scrivania (160x70cm) è quasi tutto occupato.

Con l’H&V è necessario disporre di:

  • H&V

  • Termometro per alimenti

  • Tempo medio di estrazione: da 3 a 5 minuti

Spazio necessario dell’attrezzatura: 50x50cm


Sono molto grato a Fabiano e Frank per il coinvolgimento anche in considerazione del clima di condivisione ed entusiasmo che ci ha permesso di trovare le conferme alle nostre intuizioni utilizzando le numerose pubblicazioni che abbiamo consultato, quasi tutte di natura universitaria, e trattati scientifici.

Per coloro che vogliono approfondire questa materia, hanno curiosità o dubbi al riguardo è stata creata una casella email dedicata hev-homemadeinitaly@gmail.com alla quale possono inoltrare i loro messaggi. Cercheremo di rispondere a tutti.