giovedì 11 novembre 2021

H&V Il primo omogeneizzatore per il vaping in Italia!

 

                           


L'Omogeneizzatore è la novità di quest'anno (settembre 2020), noi abbiamo creato un mini omogeneizzatore ottimizzato per i liquidi da svapo, che riduce o elimina totalmente i tempi di invecchiamento.

 Ma perché usare un omogeneizzatore? Tutti sappiamo che un mix è un amalgama di molecole diverse che all'inizio hanno una composizione a sé stante, un liquido composto da PG/VG/Aromi e Nicotina per chi la usa, a per forza molecole con dimensioni diverse e si è notato che le molecole dopo lo steeping si sono uniformate e conglogabate, in pratica il tempo. l'azione meccanica e in parte l'ossigeno le hanno uniformate o conglobate tra loro.

 LA SPERIMENTAZIONE, LE SCELTE DA FARE

Da questo ragionamento sono partite delle sperimentazioni per ottimizzare questo processo, I metodi principali per omogeneizzare a oggi sono due: 

1) Ultrasonico o 

2) Meccanico, nelle sue varie forme, a taglio: meccanico e/o pressione.

Con l'omogeneizzatore ultrasonico il mix si riscalda e riscaldando il mix, si tende a perdere le note volatili, si introduce ossigeno che potrebbe ossidare il tutto, invece con l'omogeneizzatore meccanico si evita.

 La nostra scelta, vuoi per facilità costruttiva e per reperibilità dei pezzi si è concentrata sull'omogeneizzatore a taglio ad alta velocità, detto anche High Shear Homogenizer.

I risultati dopo le prime prove sono stati strabilianti, la comparazione tra ricette infuse con il tempo e con l'omogeneizzatore sono state già fatte con i liquidi più difficili, custard, caramelli, toffee, tabacchi, fruttati.

 Con l'H&V non si creano vortici e non si introduce ossigeno,nè per vortice, nè oer superfice, quindi niente ossidazione, non si perdono le volatili, p.e. quelle della frutta e dei tabacchi, liquido infuso ma fresco, ma c'è tanto da spiegare e parlare.

Io e un professionista (Fabiano), abbiamo realizzato il prototipo "made in Italy" costruito in acciaio alimentare, boccole alimentari, motore a 24000 giri.. E anche la valigetta con controller in PWM e telecomando.

 A questo punto credo di aver attirato la vostra attenzione e andiamo nel dettaglio.

 L'AMALGAMA PERFETTO

 Provate a pensare che i vostri beneamati mix, che siano scomposti premiscelati, cremosi, torte, vaniglie, frutta, cocktail o tabacchi siano pronti subito, senza dover aspettare settimane o mesi prima che si infondano… perché ho detto si infondano?

 Tempo fa, una parola che ho portato in Italia per descrivere questo processo quando ho scritto i tutorial sul mixing è la parola steeping (infusione), ma anch’essa è effettivamente impropria, tanto quanto maturazione, l’infusione o steeping è l’immissione di un solido in un liquido, quindi non adatta, sarebbe più giusto dire invecchiamento o anche aging.

 In passato ho contestato, ma lo faccio tuttora, la parola maturazione, dal mio punto di vista la maturazione non è che il punto di partenza verso la marcescenza, un esempio classico è la fragola e i suoi stadi, la frutta matura, NON i nostri liquidi.

Oggi chiaramente cambieremo questo termine e lo definiremo in maniera esatta, abbiate la pazienza di continuare a leggere.

Sono anni che tutti ci siamo arresi al fatto che l’unico vero metodo, perciò che i nostri amati liquidi siano al meglio della loro forma è, scuoterli ogni giorno, evitare la luce e dargli tempo, giorni, settimane, mesi e in alcuni casi (limite) anche anni!!!!

 VELOCIZZARE LA STABILITA' E AMALGAMA DI UN LIQUIDO PER SVAPO

 Per velocizzare questo processo è stato provato di tutto, e la fantasia a livello mondiale si è scatenata: basta cercare su un motore di ricerca la parola "maturazione dei liquidi" e viene fuori di tutto, bagni caldi tipo terme, termosifoni, scomparto dei guanti nella macchina, asciugacapelli, Slowcooker, bagni ultrasonici, riso caldo in microonde, shake ogni giorno, shake con avvitatore, agitatore magnetico a caldo a freddo, bottiglie aperte per 12 ore (per far evaporare l’alcol, INAWERA docet) spruzzare ossigeno dentro… tipo idromassaggio, e non scherzo :

 



Quindi la fantasia a livello mondiale si è scatenata senza successo o con dei successi parziali, per poi ritornare allo shake giornaliero, lo metto allo scuro e lo dimentico...

COS'E' LA "MATURAZIONE"? 

Ma cos’è la “maturazione”? Provando a darne una definizione, è quel processo dove le molecole di diverse dimensioni si combinano tra loro formando un aroma unico omogeneo. Questo è quello che succede con l’azione meccanica, (shake giornaliero), e il tempo, che amalgama e stabilizza il liquido finale.

Cosa si deve EVITARE in questo processo per non rovinare il mix e mantenere il più possibile l’aromaticità?

Principalmente quattro cose:

1) L’introduzione di ossigeno perché aumenta l’ossidazione, e un processo non augurabile, una delle ragioni per cui la nicotina va SEMPRE introdotta dopo l’invecchiamento e non vanno mai usati frullini e ammennicoli simili, niente agitatori magnetici che creano vortici e introducono ossigeno.

2) Il calore ad alte temperature, vuoi o no, fa evaporare le molecole volatili. Cosa sono le molecole volatili? Sono quelle che danno l’odore alla frutta, quelle che senti con il naso, un vecchio detto dei mixer è: Se lo senti nella stanza, non è nel mix. Anche qua, niente frullini, e peggio ancora agitatori con piastre scaldanti bagni ultrasonici con bottiglia aperta, anche lasciando la bottiglia aperta (Inawera docet), si perdono tante volatili.

Nota al volo: ma le volatili nel nostro liquido le sentiamo veramente?? Ok, tappatevi il naso e svapate, adesso svapate con il naso aperto.. e vedrete la differenza, (con il raffreddore è uguale) Ci siamo? Ok!

3) La luce, la luce può ossidare gli aromi e sicuramente la nicotina.

4) Il tempo! Ma come, prima dici che è l’unico metodo e adesso lo metti nelle cose da evitare?
Sì, nonostante sia il metodo migliore, se gestito male è controproducente, un esempio classico è la vaniglia, da subito fa schifo, a tre settimane raggiunge l’apice che può durare per ancora due tre settimane, ma poi comincia a decadere e perdersi, per questa ragione tanti mixer esperti, introducono gli aromi, gestendoli in tempi diversi, p.e. la frutta l’ultima settimana. L’eccesso, a parte alcuni casi famosi, è dannoso, il mix non saprà più di niente avrà perso tutta la sua forza, avrà perso le molecole volatili e tendenzialmente sarà ossidato... e qualche altro aroma avrà preso il sopravvento.

Siete ancora qui? Che impavidi, ma fino ad adesso scherzavo, e questo lo sapevate, quindi proseguiamo.

Quindi questo è l’antefatto, cosa succede veramente nel nostro liquido?

  COSA SUCCEDE QUANDO ABBIAMO MISCELATO IL NOSTRO LIQUIDO?

In un liquido le forze intermolecolari non sono tanto elevate da trattenerle come in un solido, in un liquido sono in continuo movimento reciproco, e a differenza di quello che avviene in un gas, scorrono le une sulle altre, attraendosi e scontrandosi con velocità diverse a seconda delle dimensioni, del tipo di liquido e della temperatura.

A mix avvenuto, Iniziano le danze, cioè: il processo di diffusione, e cos’è stà roba?

Facciamo un esempio banale e perdonatemi la semplicità, ma pratico, prendiamo del colorante blu e versiamolo in un bicchiere d’acqua, vedremo che un poco alla volta il colorante si diffonderà fino a che avrà colorato tutta l’acqua, la velocità con cui colorerà tutto il liquido, dipenderà dalla viscosità del liquido, maggiore la densità, più lenta sarà la diffusione del colore, sarà lenta perché la forza intermolecolare è maggiore, si velocizzerà con l’aumentare dalla temperatura, perché diminuisce la forza intermolecolare, diminuendo  la viscosità, aumenta la velocità tra molecole, cosa che succede anche sbattendo velocemente il liquido, se lo fate vedrete che il nostro bicchiere diventa blu velocemente.

LA VISCOSITA'

Ragioniamo nel nostro ambiente, PG e VG hanno una viscosità molto alta, quindi la velocità di amalgama è bassa, come da esperimento sopra.

Per complicare le cose noi aggiungiamo aromi che hanno molecole di dimensioni diverse, e più aromi mettiamo più aggiungiamo composti, più il liquido si affolla e il nostro mix non ha più solo colorante blu, ma anche giallo, verde, rosso, ecc. ecc. quindi da questo momento cominciano ad interagire, in questo liquido creato, le particelle si muovono, si scontrano, si uniscono e cercheranno a tutti i costi di amalgamarsi, le molecole superficiali sono attratte verso l’interno in un moto continuo, tutto questo per formare il nostro nuovo mix, anche qua, qualcuno vince, qualcuno perde.. (aromaticamente è la lotta dei titani) fino a creare un nuovo liquido, dato dalla combinazione dei diversi aromi, che avrà un colore tutto suo dato dalla somma dei colori di cui sopra.

Perciò che questo succeda, vista la viscosità del liquido, c'è bisogno di tempo, per figurarsi vediamo l’esempio della diffusione del colorante di cui sopra.

 Ecco un’immagine con microscopio elettronico delle diverse molecole, piuttosto affollato no?: 


 Arriviamo a quest’anno, e un ingegnere ricercatore che è anche un mixer famoso, fa dei test sugli omogeneizzatori per laboratorio, se lo poteva permettere, ne aveva diversi a disposizione.Non stiamo parlando del mixer di casa o di blenders, ma di attrezzatura da laboratorio studiata appositamente, che costa migliaia di dollari al pezzo. Spunta l’idea dell’omogeneizzazione dei liquidi, i primi test fatti con dei “normali” omogeneizzatori sono incoraggianti, ma le tolleranze non sono adatte e mancano un paio di accorgimenti, ci si dedica e inventa il Game Changer (trovate i video su Internet)

 Cos’è l’omogeneizzazione?

Sfruttando Wikipedia: In ambito tecnologico, l'omogeneizzazione consiste in un'operazione unitaria mediante la quale una miscela eterogenea (come le nostre... ricordiamocelo) viene resa omogenea.

 Cosa succede ai nostri liquidi tramite l’omogeneizzazione?

Dal ragionamento sopra abbiamo visto che le molecole si amalgamano, allora questo passaggio può essere accelerato, e si può fare tramite due metodi principali, o azione meccanica o tramite sonicazione.

 Questo per noi significherebbe che in brevissimo tempo il nostro liquido è bello pronto, infuso e stabile nel tempo (Tipico dell'omogeneizzazione!)

 A oggi, non ci sono neanche più discussioni, sono state fatte prove fianco a fianco a livello mondiale con tutte le tipologie di liquidi, tabacchi, creme, fruttati, torte. tutti i mix possibili, da parte degli aromatieri e top mixer, funziona con le miscele più dure da comparare, vaniglie creme, tabacchi, prove comparative fatte da mixer diversi, ma la conclusione è stata sempre la stessa, non c'è differenza e in certi casi è meglio, perché fresco e non ha perso le volatili. Quindi il liquido viene maturato in maniera stabile e definitiva.

 Diamo un’occhiata alle metodologie per l'omogeneizzazione, meccanico e a ultrasuoni, la meccanica può essere a pressione e/o a taglio oppure sonicazione (ultrasuoni) ce ne sono anche altre.

 Io e Fabiano abbiamo scelto di intraprendere la strada dell'omogeneizzatore a taglio, 

Perché preferire l’omogeneizzatore a taglio contro quello ultrasonico?

 Partiamo con il discorso che deve essere un oggetto che possiamo fabbricare con pochi pezzi e che deve essere efficace.

 COSTRUIRE UN ULTRASONICO O UN MECCANICO?

Il problema principale dell’ultrasonico è la sonda, trovare il giusto rapporto tra superficie della sonda, potenza (1 Kw per poter fare qualcosa è normale) il trasduttore adatto, e, fatto non trascurabile, introduce calore, per capire le difficoltà qui vedete un video di prove effettuate con provetta da 2ml e alla fine le emulsioni non erano neanche stabili, vedi sotto!



Quindi l’attenzione si è concentrata su un omogeneizzatore a taglio, qua sotto vedete come funziona la classica testina di un omogeneizzatore commerciale.

 


 Il liquido viene aspirato con la forza centrifuga del rotore, le molecole passano attraverso lo spazio tra rotore e statore ad alta velocità amalgamandole.

Nell’esempio sopra, la pressione è relativa perché il liquido non viene “forzato” a pressione ma per vortice.

 Quindi quello che si ottiene quindi con apparati del genere non è una cavitazione, ma un amalgama che si può ottenere con qualsiasi miscelatore più o meno performante, ecco perchè attrezzi come la testina di cui sopra simili all'FSH2A o similari nel nostro campo non funzionano, NON è UN DISCORSO DI NUMERO DI GIRI,il risultato è quello che io e Fabiano definiamo "un'efficacia relativa", funziona? certo.. ma non è quello che due pazzi che spingono i limiti vogliono.

Il concetto su cui è basato la realizzazione e relativo ai nostri liquidi è sicuramente quello di Wikipedia:

Una macchina composta da due elementi fondamentali: un dispositivo pompante positivo ed una valvola omogeneizzatrice che crea un angusto passaggio attraverso il quale il prodotto è costretto a scorrere per uscire.

Ed è lo studio su cui è basato il “nostro” omogeneizzatore ma oltre al taglio abbiamo introdotto altri due concetti, la pressione e la cavitazione. 

Cosa otteniamo con questo? Se noi costringiamo a passare attraverso uno spazio molto ridotto, abbiamo il primo passaggio di amalgama, il rotore ad alta velocità taglia e spara il liquido ad alta velocità attraverso degli ulteriori fori sminuzzando le molecole (stiamo parlando di oltre 20000 giri) creando le bolle per la cavitazione., unendo questi tre processi, amalgama taglio e cavitazione, abbiamo aumentato di molto l'efficenza.

Questa è la teoria, e la pratica? Sicuramente il test più difficile per comprendere se con la nostra realizzazione (di Fabiano veramente, l'ha realizzato lui, io sono solo il mandante) abbiamo centrato l’obbiettivo, è omogeneizzare due liquidi normalmente non miscibili e poi controllare che il composto è stabile nel tempo e non si separa, olio e VG, ecco la prova:


Quello che ne viene fuori è chiaramente un liquido lattiginoso, segno che la cavitazione è parte integrante del processo, fatta la nostra emulsione a questo punto si deve aspettare che torni “chiara”, basta la famosa notte oppure un passaggio su bagno ultrasonico e in un paio d’ore il liquido è bello pronto.

FUNZIONA VERAMENTE?

Quindi la creazione funziona, con i liquidi come si comporta? La risposta è che è vero, i liquidi sono maturati e paragonabili tranquillamente ad un mese di invecchiamento e oltre, con la peculiarità di non aver perso le volatili, non si è ossidato, è fresco ma maturato! Ma tante volte non si vuole che il nostro liquido venga invecchiato, perché ha tonalità molto diverse, un caso tipico è quello del Latakia, che perde le note incensate, o del Kentucky, che perde lo stallatico, ma questo lo sapevate già!

Vi mostro visivamente le differenze tra un omogeneizzatore standard e il nostro:

Questo è un liquido omogeneizzato con un miscelatore/omogeneizzatore normale:

 


Sotto sono tre liquidi estratti e omogeneizzati, ottenuti con l'H&V, dove si nota consistenza del mix, le bollicine in superfice e la formazione lattiginosa tipiche della cavitazione, dove nel caso sopra è avvenuta solo parzialmente, chiaramente le tolleranze e tipologia dell'attrezzatura non vanno bene per il nostro scopo e men che meno per estrarre i tabacchi, che è stata una cosa dove ci ha aiutato molto Giorgio a perfezionare in quanto espertissimo di estrazione in sonicazione.




Due accortezze, in tanti post o video su internet avrete visto che con il Game Changer la VG viene scaldata a 60° C, questo per due cose, una chiaramente per renderla più fluida, l’altra è perché fa da emulsionante, noi nelle nostre prove non l’abbiamo scaldata e funziona lo stesso, ma per chi vuole provare la differenza, è un fattore da tenere conto.L'ho accennato prima e lo ripeto adesso, la seconda accortezza è di NON mettere la nicotina, ma questo vale anche per qualsiasi mix, mai aggiungere la nicotina fino a maturazione avvenuta, si ossida e rovina il mix.Cosa cambia il nostro, rispetto al Game Changer?

Abbiamo ottimizzato le tolleranze e gli angoli di taglio, è stato costruito con acciaio e accessori per uso alimentare, ottimizzato i fori per la cavitazione perfetta e reso l'omogeneizzatore tutto in uno con relativa valigetta e controllo di velocità!Il 

Il GC è solo l'accessorio che si attacca ad un Dremel 4000 o similare, è molto costoso, senza pensare ai costi di spedizione, ha dei giunti che si possono usurare, il tempo per averlo è biblico e ormai la richiesta è talmente alta che la lista per averlo è stata chiusa.

Lo so l’ho fatta lunga, ma spero di avervi incuriosito, che vi sia piaciuto e sono orgoglioso insieme a Fabiano di aver portato anche in Italia, questa rivoluzione del mondo dello svapo!

Perchè l'abbiamo chiamato H&V? Semplice, Homogenize & Vape!

A presto per un'altra invenzione, Frank, Fabiano & Giorgio